... e il moralismo ipocrita da scrivania.
Approssimativo e offensivo verso la mia città, che è la prima vittima di queste cose, l'articolo apparso su Repubblica.it di oggi, nel quale si rimanda al filmato di telecamere a circuito chiuso, che potete vedere qui, della sparatoria avvenuta nel quartiere di Montesanto, in cui ha perso la vita un povero rumeno che non c'entrava niente. Ecco, dopo aver visto il filmato, vi invito a leggere il sermoncino del nostro. Visto? Letto?
E allora... La prima impressione potrebbe anche essere quella, ma... non tiene conto di una considerazione basilare. Si addita al ludibrio degli italiani il comportamento di persone che, con la sparatoria in corso (dal display si rileva non più di un minuto dai primi spari), non soccorrono la vittima, che si trascina fino ai tornelli della funicolare e cade a terra, ma pensano a fuggire. Bene. Mi sembra strano che un giornalista non sappia che, normalmente, questi impuniti, quando non riescono subito, tornano indietro a dare il colpo di grazia. E in quei momenti, con un regolamento di conti in corso, la cosa doveva sembrare molto probabile. Si abbandona a giudizi gratuiti su un omaccione che in realtà dà la mano a una bambina... Non tiene conto che si vede uno che parla al cellulare. Che ne sa che non abbia chiamato il 113?
Certo, questi napoletani non sono eroi. Sono miseri e paurosi. Fuggono con i loro bambini e i loro cari. Certo, forse qualcuno sarà anche stato indifferente... Ma chi può sapere veramente cosa c'era nel suo cuore in quel momento? Più paura o indifferenza? Di sicuro c'è l'atteggiamento insopportabile di chi, anche in occasioni del genere, si crede migliore degli altri. Non c'è controprova, caro il mio giornalista. Cosa avresti fatto tu al loro posto? Il problema è che al loro posto ci sono loro. E non sono dietro una comoda scrivania.
O forse, più semplicemente (visto il pulpito dal quale viene la predica), il problema è che così si parla di razzismo invece che di sicurezza...
e la politica dello struzzo.
Ebbene, l'ultima, fresca fresca del nostro. Di fronte alla perdita di 4.100.000 voti lui cosa fa? Gioisce. Gioisce ed esulta perché il suo peggior incubo, il Berluska,
ne ha persi 2.850.000... Qualche considerazione politica di ampio respiro? Niente. Non riesce che a ripetere ciò che passano i provvidi compagni di banco di Repubblica (quelli che, come ai bei tempi, continuano a "dettare la linea"): "Il governo non è maggioranza nel paese"!
Beh, di fronte a questa lapalissiana considerazione, cosa dire? In quale paese democratico il governo è maggioranza nel paese (cioè ha il 51% del corpo elettorale, magari compresi pure gli astenuti)? L'idolo delle sinistre di casa, Obama, nei democraticissimi States, governa con 1/3 dei voti... Stesso discorso per Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna... E allora, cosa avrà mai voluto dire?
Una considerazione, però, terra terra (visto il livello non stona), la fa il sottoscritto. Per 2/3 siamo un popolo di tifosi. Arroccati nella fiera appartenenza ad uno schieramento. E il restante 1/3 è quello che decide, sia che vada sia che non vada a votare. Ma a questo restante terzo di indecisi, alla fine, una qualche proposta gliela devi pur fare (per questo poco si muovono per una astratta Europa)... Aspettiamo proposte, programmi, valori... allora! Non osando pensare a cosa potrà uscire, un giorno, da certe bocche.
ALLA RISCOPERTA DELLE NOSTRE RADICI CRISTIANE



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