IL BLOG DI TOPENZ

lunedì, 02 novembre 2009

MICHELE TOPA...

...Un grande della storia napolitana.

76.michele.topaRicevo e volentieri ripubblico l'articolo di Erminio De Biase, a dieci anni dalla dipartita di colui che resterà per sempre nel mio cuore con il nomignolo con cui lo chiamavo da bambino: "zio Tee"...

Pochi ignorano ancora che Michele Topa, insieme con Carlo Alianello, è un pilastro portante della rivisitazione storica di quello che fu il Regno delle Due Sicilie. I suoi libri, infatti, Così finirono i Borbone di Napoli e I Briganti di sua Maestà, insieme con i saggi ed i romanzi dello scrittore lucano, cominciarono a squarciare quella spessa cortina di menzogne che alimenta il mito del Risorgimento. Fu grazie alla lettura del suo libro, infatti, nel lontano 1968, che abbracciai convinto e senza ulteriori dubbi la causa duo-siciliana, a dispetto della storiografia ufficiale che, fino a quel momento e soprattutto attraverso la scuola, aveva fatto di me un ennesimo ignorante “storico”. Nel loro differente modo di scrivere, inoltre, Carlo Alianello e Michele Topa si integrano non sovrapponendosi perché, pur raccontando le stesse verità, lo fanno in maniera differente: l’uno con lo stile avvincente del romanziere, l’altro con il classico taglio del giornalista: concreto e deciso che va subito al cuore delle cose.

Conobbi Michele Topa nel 1995 quando, recandomi a Londra per raccogliere materiale d’archivio per il mio primo libro, volli fermarmi appositamente da lui che viveva in Germania, per conoscerlo, per parlargli ma, soprattutto, per poter avere l’occasione di stringere la mano a colui che, in un certo senso, aveva dato il la alla mia formazione di studioso del Regno delle Due Sicilie. Il suo primo libro, Così finirono i Borboni a Napoli (la I edizione aveva la copertina azzurra) mi spiegò, nacque per caso. Esso fu, in realtà, la raccolta di tutti gli articoli che egli aveva redatto, originariamente a puntate, per una rubrica de Il Mattino, il quotidiano di Napoli per il quale, all’epoca, scriveva. Fu un successo inaspettato quello che i lettori gli decretarono, tanto che fu deciso di raccoglierli in un volume che venne dato, poi, in omaggio agli abbonati a Natale del 1960. Quel testo, ora una rarità, è stato il primo mattone della mia biblioteca borbonica. Successivamente, all’inizio degli anni '90, il libro fu ristampato in veste più elegante e ricca, nello stesso stile in cui, qualche anno dopo, avrebbe visto la luce I Briganti di Sua Maestà, un saggio sul cosiddetto Brigantaggio che -precedentemente- era stato pubblicato, sempre a puntate, su La Tribuna Illustrata. Anche questo suo libro ebbe per me un particolare significato: dalla sua bibliografia, infatti, trassi lo spunto per il mio secondo scritto. Per questi motivi, dunque, non posso non considerare Michele Topa come mia personale Musa ispiratrice. Ancora oggi, a tanti anni di distanza dalla loro pubblicazione, di tanto in tanto nelle vetrine dei librai o sulle bancarelle rispuntano, come fossero stati appena ristampati, i libri di Michele Topa (misteri di Napoli!) lavori che, scaturiti da tanta amorevole fatica, da tanta ricerca appassionata, gli produssero immensa soddisfazione, sebbene, a quanto mi risulta,  solo a livello… “morale”.

Ora il nostro compianto conterraneo riposa nel piccolo cimitero di un paesino della Bassa Baviera, la stessa terra che diede i natali all’ultima grande Regina del Regno delle Due Sicilie: ci passo quasi ogni anno, non a deporvi fiori, perché la sua tomba è, di per sé, un piccolo giardino, ma per ringraziarlo di quel testimone di un’ideale staffetta che mi passò quando ci incontrammo, dicendomi: “Quello che bisogna far capire (ed io ho cercato di farlo) è che Napoli non era una cosa qualunque, era una grande città e la verità sulla sua fine va tenuta viva.”


Molti di noi, per fortuna sempre più numerosi, ma anche -ahimé- sempre più sparpagliati, quella verità la stanno alimentando: con gli scritti, con le parole e con lo sventolio delle nostre bandiere. Una di quelle bandiere, quella che nelle mie mani, nel marzo 2003, aveva contributo ad impedire, insieme con tante altre, che il discendente degli antichi usurpatori entrasse nel Duomo di Napoli, la conservai per poi deporla, come una reliquia, sulla tomba di Michele Topa, come a dirgli che le pagine dei suoi libri non erano state scritte invano.

Erminio  de Biase


scritto da: topenz alle ore 12:31 | link | commenti (6)
categorie: risorgimento, revisionismo, regno delle due sicilie

Commenti
#1    02 Novembre 2009 - 14:02
 
ciao vincenzo ,secondo me per colpa dei borboni dei angioini aragonesi bizantini che hanno dominato il sud siamo quello che siamo ,o non sei daccordo ?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente fabiomartire

#2    02 Novembre 2009 - 20:00
 
Purtroppo l'unità d'Italia non ha giovato a Napoli e al sud che da allora sono in continua decadenza e non solo materiale. Il sud ha contribuito alla prosperità del nord e dobbiamo pure sentire i deliri di Bossi. Continua così, la storia piaccio o no prima o poi dovrà essere rivista. Un abbraccio, Pietro.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pietroatzeni

#3    02 Novembre 2009 - 21:32
 
Complimenti! hai antenati illustri!!!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnnaV

#4    03 Novembre 2009 - 07:50
 
In fondo è abbastanza semplice. L'unità d'Italia fu conseguenza di una annessione. Una guerra che i Savoia vinsero con pochi mezzi, materiali e culturali, esclusivamente grazie al tradimento dei generali borbonici.
Una annessione suggellata con un plebiscito-farsa, con la spoliazione delle casse del regno e conclusa con una guerra civile (liquidata come brigantaggio) anch'essa vinta nel sangue.
Eppure troppi ancora credono alla favoletta dei 1000 che vincono su un esercito armato e ben organizzato...
Si sa, la storia la scrive sempre chi vince...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente topenz

#5    03 Novembre 2009 - 17:37
 
gia'.. la storia la scrive chi vince ed i revisionisti sono considerati alla stregua di eretici da perseguitare.
così si impedisce che la verità venga a galla come dovrebbe.

che parentela avevi?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente luciamerli

#6    03 Novembre 2009 - 18:14
 
Lucia... è il fratello di mio padre!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente topenz

Commenti

ALLA RISCOPERTA DELLE NOSTRE RADICI CRISTIANE

Chi sono

Utente: topenz
Nome: Vincenzo Topa
Agronomo napoletano, libero professionista, collaboro come pubblicista con alcune riviste di spiritualità cristiana. Visita anche il mio sito personale: www.vincenzotopa.net






Categorie

aborto
acatisto
accoglienza
adozione
affido
alitalia
animali domestici
ascensione
assunta
ateismo
auguri
bambini
bar
bassolino
berlusconi
bielorussia
blog
buon anno
bus
cacotanasia
calcio
cammino neocatecumenale
camorra
canzone napoletana
cattivi maestri
cattolici
centrodestra
cgil
chiesa
cina
circo massimo
clandestini
compleanno
comunisti
comunità
consuntivo
contestazione
crocifisso
cronaca nera
cuore
demagogia
dichiarazione dei redditi
domenica ecologica
elezioni
eluana
emmaus
englaro
estate
europa
europei
eutanasia
fallimento
famiglia
farina
farmacisti
farsa
femministe
ferrara
festa
fiat
figli
fine del mondo
fini
forca
franceschini
fumo
gandus
gatti
genocidio
giornalisti
giustizia
governanti
gr1
guasto
handicap
iene
ignoranza
immigrazione
implantatio ecclesiae
inquinamento
italia
legge 40
liberazione
libertà
libertà di educazione
libri
lulu
luoghi pubblici
madre di dio
madrid
maestro unico
manifestazione
mare
maria
marrazzo
medagliere
mills
monnezza
moralismo
motorini
munnezza
napoli
nascita al cielo
natale
nemico
obama
obiezione di coscienza
olimpiadi
omicidi
omofobia
ordalia
papa
par condicio
pasqua
passione
pd
peccato
peccatori
pentecose
pod
poesia
potere
preghiera
presepe
prima comunione
prima pagina
prodi
programmi
pubblica istruzione
pubblicità
quaresima
querele
radio
razzismo
regione
regno delle due sicilie
relativismo
revisionismo
rifiuti
risorgimento
risurrezione
russia
sanità
satira
scherzo
scuola
segnalazione
sicurezza
sindacato
smog
somiglianze
spirito
spirito santo
splinder
sport
staminali
stampa
stato etico
statuti
suora
superbia
supporto tecnico
tagore
tartaglia
testamento biologico
tifosi
turco
tv
ultras
università
usa
vacanze
valori
vilipendio
visco
vita
vita in famiglia
voyager




Partecipano





Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



Contatore

visitato *loading* volte



Lulu.com: libri di Vincenzo Topa
I LIBRI DI VINCENZO TOPA
Qui puoi leggere un'anteprima... e acquistarli con consegna a domicilio (Print On Demand)

Ecco, io sono con voi...
Bambini
Un cantore medita i salmi
Cantiamo al Signor!





das kategorienproblem
I LIBRI DI ALESSANDRO TOPA:
Qui puoi leggere un'anteprima... e acquistare

Das Kategorienproblem
1857-1865.





Il giglio: libri di Michele Topa
I LIBRI DI MICHELE TOPA:
La vera storia della fine
del Regno delle due Sicilie.

Così finirono i Borbone di Napoli.
I Briganti di sua Maestà.






Naples

My status
CHIAMAMI SU SKYPE






Questo blog non costituisce testata giornalistica in quanto aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della L. 62/2001



studio tecnico agrario

Sito personale Vincenzo Topa