"Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire" (Ap. 12, 4)
Sentirsi amato. Questa è l’aspirazione più profonda di ogni essere umano. Anche se non lo sa, anche se non lo capisce, che sia un grande scrittore o un perfetto ignorante, nel profondo ogni uomo desidera sentirsi amato. Qualunque età egli abbia, dalle poche ore fino ai cento anni, perché questa non è una cosa che si impara, ma la si “sente”, la si vive dentro. E’ la tensione della vita stessa. Vivere è amare e sentirsi amati.
Così penso agli aborti, ai piccoli feti non accolti (non amati). Alla ipocrisia che giustifica un omicidio in previsione di una possibile malformazione, di una qualche piccola o grande malattia. Spontaneamente mi chiedo: ma un bambino malato non ha ancora più bisogno di uno sano di sentirsi amato, accolto dalla sua mamma? Non è forse questo un diritto naturale, quello di essere accolti dalla propria mamma?
Ecco, l’inganno sta tutto lì, nel preteso diritto di non amare, di non accogliere. Questo è il veleno pronto per la madre che, debole nella fede e spaventata da medici poco medici, aderisce alla proposta del diavolo. E’ lei la vera vittima. L’altra, il bimbo innocente, è in realtà un vincitore chiamato al Regno dei cieli! La mamma è la vera vittima: negando l’amore, l’accoglienza a quel bambino, la maternità, nega sé stessa. Nega la Verità sulla Vita, anche la sua. Che Dio è Amore. Che siamo il tempio dello Spirito Santo. Che vivere è amare e sentirsi amati. Negando la Verità profonda della vita, quella che ci ha mostrato Gesù Cristo, il Vivente, finisce per ferirsi mortalmente, prigioniera di una paura senza Speranza.
Potrebbe sembrare non inerente. Ma ti invito ora a pensare, quando sarai lì, vicino all’urna del voto, al pozzo della vita. Alla difesa dei valori, a ciò che conta sicuramente più di un punto di PIL o di qualche tassa in più o in meno…


















